Nel 2026, il Bonus Ristrutturazione prevede una detrazione del 50% solo per gli interventi sulle abitazioni principali, mentre per le seconde e terze case spetta una detrazione dall'imposta lorda pari al 36% delle spese sostenute, in entrambi i casi fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare. Un dato significativo che conferma l'importanza del settore: secondo Eurostat, quasi il 54% degli edifici italiani è stato costruito prima del 1970, rendendo fondamentali questi incentivi per ammodernare il patrimonio immobiliare nazionale.

Le Aliquote e i Beneficiari del Bonus 2026

La novità principale del 2026 riguarda il sistema del "doppio binario". In virtù delle nuove regole introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, la detrazione fiscale Bonus Ristrutturazioni è: del 50% per le spese sostenute nel 2026 se esse siano inerenti a prime case (titolari di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull'unità immobiliare adibita ad abitazione principale); del 36% per le spese sostenute nel 2026 inerenti alle altre case.

Per accedere all'aliquota maggiorata del 50%, sono necessari due requisiti fondamentali: è necessario che il contribuente sia titolare, al momento di inizio dei lavori (o di sostenimento della spesa, se antecedente) di un diritto di PROPRIETÀ (o NUDA PROPRIETÀ o PROPRIETÀ SUPERFICIARIA) o di un diritto reale di godimento sull'unità immobiliare (usufrutto, uso, abitazione) e occorre, inoltre, che l'unità immobiliare sulla quale sono stati effettuati gli interventi sia adibita ad abitazione principale.

Chi può usufruire del bonus? Il Bonus Ristrutturazione può essere richiesto da tutti i contribuenti, residenti o non, in Italia. Il bonus in esame può essere richiesto non solo dai proprietari o dai titolari di diritti reali sugli immobili per i quali si effettuano i lavori, ma si estendono anche a chi detiene diritti reali o personali sugli immobili interessati dai lavori e ne copre le spese.

I Nuovi Limiti per i Redditi Elevati: La Svolta del 2026

Una delle modifiche più significative riguarda i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro. A decorrere dall'anno di imposta 2025, l'articolo 16-ter del Tuir prevede che gli oneri e le spese, considerati complessivamente e per i quali è prevista una detrazione dall'Irpef, sono ammessi in detrazione, dai contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro, fino a un determinato importo.

Il calcolo del limite massimo funziona attraverso un sistema a due variabili:

Facciamo un esempio pratico: Qualora nel 2025 il contribuente, a seguito di una ristrutturazione, spendesse 96.000 € e intendesse beneficiare del bonus ristrutturazione su abitazione principale, potrebbe godere di una restituzione pari al 50% della spesa sostenuta quindi 48.000 € da ripartire in 10 anni. Ne segue che, ogni anno potrebbe detrarre 4.800 €. Tuttavia, il limite detraibile da per tale soggetto è pari al 50% di 4.000 € (spesa massima detraibile), in pratica 2000 €, ne segue che perderebbe 2.800 € di detrazione ogni anno per un contribuente con reddito di 110.000 euro senza figli.

Lavori Ammessi e Tipologie di Intervento

Rientrano nel bonus gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia sulle singole unità immobiliari. Più nel dettaglio, il Bonus Ristrutturazioni 2026 si applica quindi ai lavori di: manutenzione straordinaria, per il rinnovo o la sostituzione di parti strutturali e l'integrazione di impianti su singole unità immobiliari; restauro e risanamento conservativo, finalizzati a preservare e rendere funzionale l'organismo edilizio; ristrutturazione edilizia, quando l'intervento trasforma l'edificio in tutto o in parte.

Tra i lavori più comuni che rientrano nel bonus troviamo:

Importante precisazione: Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi all'agevolazione solo: quando riguardano le parti comuni (la detrazione spetta ad ogni condomino in base alla quota millesimale); per le singole abitazioni se conseguenti e collegate ai lavori di manutenzione straordinaria. Pertanto, interventi come il ripristino dell'intonaco, la tinteggiatura interna e esterna, il ripristino della pavimentazione del balcone – se non strettamente collegate a interventi di manutenzione straordinaria – non possono essere portati in detrazione.

Esclusioni e Limitazioni dal 2025

Una novità rilevante riguarda le esclusioni introdotte dal 2025. Le spese non più ammesse a detrazione ai sensi dell'Ecobonus e del Bonus Ristrutturazione sono quelle sostenute negli anni 2025, 2026 e 2027 per gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili. Questa esclusione si inserisce nella strategia di transizione energetica del Paese.

Dal punto di vista procedurale, resta fondamentale utilizzare il bonifico parlante per i pagamenti dei lavori, mentre per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici collegati (Bonus Mobili) sono ammessi anche altri metodi tracciabili.

Prospettive Future: Cosa Cambia dal 2027

Il quadro normativo prevede una progressiva riduzione delle aliquote nei prossimi anni. 2027: 36% (abitazione principale) o 30% (altri casi), sempre su 96.000 €. Dal 2034: 36% su 48.000 €. Questo calendario evidenzia come il 2026 rappresenti un'opportunità particolarmente vantaggiosa per chi sta pianificando interventi di ristrutturazione.

Per i contribuenti con progetti in programma, Se si pensa di effettuare lavori nel 2026, questo è il momento migliore per approfittare dell'aliquota al 50%. Conviene progettare e avviare gli interventi quanto prima: in questo modo si ha la certezza di giungere a fine lavori per tempo, senza dover affrettare i tempi a fine anno.

Checklist Operativa per Non Perdere il Bonus