La fibra di lana non è liscia come il vetro. Il suo rivestimento esterno è composto da scaglie cheratiniche sovrapposte l'una sull'altra, come le tegole di un tetto. Questa struttura è una caratteristica biologica essenziale che distingue la lana dalle fibre sintetiche e spiega molti dei comportamenti che si osservano quando si lavora con filati di lana, si cucono tessuti lanosi o si procede al loro lavaggio.
La struttura delle scaglie cheratiniche
Ogni scaglia di lana è costituita principalmente da cheratina, una proteina fibrosa complessa che forma la struttura di capelli, unghie e piume negli animali. Nella lana, queste scaglie sono disposte in strati che circondano il nucleo interno della fibra, chiamato midollare. Le scaglie non coprono uniformemente la superficie, ma si sovrappongono parzialmente, come i coppi di un'abitazione, con il bordo esterno sempre rivolto verso la punta della fibra e il bordo interno verso la radice.
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Le dimensioni di queste scaglie variano a seconda della razza di pecora e della regione della fibra stessa. In generale, si contano da 600 a 3000 scaglie per millimetro di lunghezza di fibra. Una singola scaglia può misurare tra i 5 e i 10 micrometri di spessore, il che le rende invisibili all'occhio nudo ma straordinariamente rilevanti al microscopio ottico e ancora di più agli strumenti di ingrandimento elettronico.
Composizione chimica e proprietà fisiche
Le scaglie sono formate da uno strato esterno di lipidi (grassi naturali) e da uno strato interno di proteine cheratiniche. Questo involucro doppio è fondamentale: il rivestimento lipidico conferisce alla fibra una naturale idrofobicità parziale, cioè resistenza all'acqua, mentre lo strato proteico le consente di legarsi ad altre fibre tramite legami deboli. Questi due caratteri apparentemente opposti spiegano perché la lana, pur respingendo parzialmente l'acqua, assorba tuttavia i coloranti e possa infeltrirsi nelle giuste condizioni.
Su questo aspetto abbiamo dedicato un approfondimento: Perche la lana merino non pizzica come le altre lane.
La composizione delle scaglie non è omogenea lungo la lunghezza della fibra. Le scaglie più vicine alla radice presentano forme diverse rispetto a quelle verso la punta, con bordi più affilati e strutture più complesse. Questa variabilità contribuisce alle proprietà tattili complessive del filato e al comportamento durante la torsione e la tessitura.
Il ruolo delle scaglie nell'infeltrimento
L'infeltrimento della lana è direttamente causato dall'orientamento e dall'azione meccanica delle scaglie. Quando la fibra viene sottoposta a umidità, calore e movimento, le scaglie si muovono verso l'esterno. Se il movimento avviene sempre nella stessa direzione (come accade durante il massaggio o l'agitazione in ambiente caldo), le fibre si aggrovigliano progressivamente perché le scaglie di una fibra si "chiodano" alle scaglie di un'altra. Questo processo è irreversibile una volta che le fibre si sono aggregate a sufficienza.
Per questo motivo, i tessuti di lana richiedono lavaggi delicati, preferibilmente a mano, in acqua fredda o tiepida e con movimenti minimi. I detergenti specifici per lana contengono spesso condizionanti che lisciavano le scaglie, riducendo il loro effetto di aggancio reciproco tra fibre diverse.
Come le scaglie influenzano l'aspetto e il tatto del tessuto
L'assetto delle scaglie determina gran parte delle proprietà sensoriali della lana. Una fibra con scaglie ben definite e regolari apparirà e si sentirà più liscia e lucida. Al contrario, fibre con scaglie irregolari o prominenti risulteranno opache e ruvide. Questa è la ragione per cui la lana merino, che possiede scaglie particolarmente uniformi e fini, è percepita come più morbida rispetto ad altre varietà di lana.
Durante la lavorazione, sia a maglia che a uncinetto, le scaglie influenzano anche la resistenza alla trazione della fibra e la sua capacità di aderire al filato adiacente. Un filato ben ritorto mantiene le scaglie compatte nella struttura, aumentando la coesione della filatura.
L'importanza delle scaglie nella scelta di un filato
Quando si seleziona un filato di lana, osservare e toccare il campione aiuta a comprendere lo stato delle sue scaglie. Una fibra morbida e setosa indica scaglie fini e ben ordinate. Una fibra che gratta leggermente potrebbe avere scaglie più pronunciate o leggermente sollevate. Questo dato non è negativo in assoluto, perché una certa dimensione di scaglia favorisce anche l'agganciamento tra fibre durante la filatura, migliorando la stabilità strutturale.
Per chi tesse o lavora tessuti di lana, comprendere la struttura a scaglie spiega anche il motivo per cui certi lavaggi o trattamenti termici possono danneggiare irreversibilmente il tessuto. L'acqua molto calda e l'agitazione provocano un'azione meccanica che solleva ulteriormente le scaglie, accelerando il processo di infeltrimento e creando ammaccature permanenti nel tessuto.
Protezione e conservazione delle scaglie
La conservazione corretta di capi e filati di lana mira a mantenere le scaglie in uno stato integro. L'esposizione prolungata alla luce solare diretta, il calore eccessivo e l'umidità fluttuante possono alterare l'assetto delle scaglie e favorire la proliferazione di tarme, che attaccano proprio il rivestimento proteico della fibra. Per questo è fondamentale conservare i capi di lana in luoghi freschi, asciutti e al riparo dalla luce, preferibilmente in contenitori chiusi o coperte con stoffa naturale.
FAQ
Perché la lana si infeltrisce mentre le fibre sintetiche no?
Le fibre sintetiche come il poliestere hanno una superficie liscia e senza scaglie. La lana, al contrario, ha scaglie orientate che si agganciano reciprocamente quando la fibra viene sottoposta a umidità, calore e movimento. Questo innestamento progressivo è il meccanismo alla base dell'infeltrimento, che nelle fibre sintetiche non può verificarsi perché mancano le strutture necessarie.
Le scaglie di lana si danneggiano permanentemente se lavo il capo in lavatrice?
Sì, potenzialmente sì. Un ciclo in lavatrice con acqua calda e centrifuga sollevava e arruffa gravemente le scaglie, causando infeltrimento e perdita di morbidezza difficile da recuperare. Per preservare le scaglie, è consigliabile lavare a mano in acqua fredda con detergente delicato, effettuando movimenti minimi e risciacquando senza strizzare il capo.
Un filato morbido ha davvero scaglie più piccole di uno ruvido?
Non sempre per le dimensioni assolute, ma più per l'uniformità e l'ordine. La lana merino è morbida perché le sue scaglie sono molto regolari e fini, mentre lane più grossolane hanno scaglie più irregolari o prominenti. A parità di dimensione, una fibra con scaglie ben allineate risulterà più liscia e gradevole al tatto rispetto a una con scaglie disordinate.
