La camomilla proviene dall'Europa centrale e dal Mediterraneo, dove cresceva spontanea nei prati e nelle radure. I Romani e gli Egizi già ne conoscevano le proprietà calmanti, anche se il suo vero successo in cucina e in erboristeria arriva nel Medioevo, quando i monaci europei iniziarono a coltivarla sistematicamente negli orti dei conventi. Da allora la pianta ha percorso una strada lunga fino alle nostre case, diventando un classico delle medicine tradizionali. Una credenza comune sostiene che la camomilla sia una pianta facilissima da coltivare e che bastino poche annaffiature: in realtà, come succede con molte piante che sembrano resistenti, spesso muoiono per eccesso di acqua e cattiva drenaggio, due errori che nemmeno i giardinieri esperti sempre evitano.

Esistono diverse specie e varietà di camomilla: la più coltivata è la Matricaria chamomilla, quella che si trova comunemente nei negozi di tisane, ma anche la Chamaemelum nobile, la cosiddetta camomilla romana, che ha fiori più grandi e un aroma leggermente diverso. La pianta ha ciclo annuale o biennale a seconda della varietà, raggiunge i 30-60 centimetri di altezza e fiorisce tra giugno e agosto con piccoli fiori gialli circondati da petali bianchi. Le proprietà sedative provengono da composti come l'apigenina e la bisabololo, sostanze che si concentrano nei fiori e che sono responsabili del loro effetto rilassante e antinfiammatorio. Dal punto di vista nutrizionale, la camomilla fresca contiene vitamine del gruppo B e minerali come il calcio, magnesio e potassio.

La camomilla soffre soprattutto per l'umidità eccessiva: le radici marciume in terreni saturi, specialmente se il drenaggio non è adeguato. Il problema biologico è che la pianta ha radici poco profonde e preferisce terreni porosi: quando il suolo rimane bagnato, i funghi patogeni proliferano e la pianta declina rapidamente. Anche la luce insufficiente causa indebolimento: la camomilla ama il sole diretto per almeno sei ore al giorno. Un errore frequente è collocarla in angoli semi-ombrosi pensando di proteggerla dal caldo: il risultato è una pianta stentata con pochi fiori. L'accidia nel potare i rami secchi e le foglie danneggiate favorisce invece l'insorgenza di malattie, perché la pianta non riesce a concentrare le energie sulla crescita nuova.

Come coltivarla in casa e mantenerla sana

Quella delle cinque del pomeriggio è diventata un'ora cara alle famiglie italiane, il momento in cui la tazza di camomilla caldo non è solo una bevanda da sorseggiare, ma un'occasione per fermarsi. Intorno al tavolo passano racconti, consigli, domande dei bambini. Se la tua camomilla è appassita, non demordere: taglia la pianta a pochi centimetri dal suolo, assicurale un terriccio fresco e secco, e aspetta due settimane in un luogo luminoso. Nella maggior parte dei casi rinasce con vigore. Perché il vero valore di una camomilla non è tanto nella perfezione della sua forma, quanto nel fatto che ogni fiore che raccoglierai porterà con sé la continuità di un gesto, quello stesso gesto che qualcuno ha fatto mille volte prima di te.