Un lavoratore dipendente o un pensionato con un solo reddito già tassato dal datore di lavoro o dall'ente che paga la pensione, e senza altre entrate, non è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi: il fisco ha già tutto, e l'imposta è già stata trattenuta. È il caso più comune di esonero e quasi nessuno lo sa, perché la dichiarazione sembra un obbligo di tutti. Chi cerca chi è esente dalla dichiarazione dei redditi trova nelle istruzioni del modello 730/2026 dell'Agenzia delle Entrate, riferite ai redditi del 2025, un elenco preciso di casi, e questo articolo lo racconta: le soglie, i redditi che esonerano, quelli che obbligano comunque, e perché a volte presentarla senza obbligo dà diritto a un rimborso.

Chi è esente dalla dichiarazione dei redditi per il tipo di reddito

Il primo gruppo di chi è esente dalla dichiarazione dei redditi è di chi ha solo redditi già tassati alla fonte da un unico sostituto d'imposta: un solo stipendio, una sola pensione, o entrambi purché i conguagli siano stati fatti dall'ultimo che ha pagato. Per queste persone l'imposta è già stata calcolata e trattenuta mese per mese, e la Certificazione Unica che ricevono entro marzo è l'unico documento da conservare, come ricorda Enac Informa a febbraio 2026. L'esonero vale anche per chi a questi redditi aggiunge solo l'abitazione principale con le sue pertinenze e altri fabbricati non affittati, e per chi ha soltanto redditi esenti, come le pensioni di invalidità civile, le rendite dell'Inail, le borse di studio esenti e le pensioni di guerra.

Chi è esente dalla dichiarazione dei redditi per questo motivo lo resta a due condizioni, scritte nelle istruzioni dell'Agenzia delle Entrate: che le addizionali regionale e comunale siano state trattenute per intero dal sostituto, e che non ci sia da restituire il trattamento integrativo o il bonus del cuneo fiscale introdotto dalla legge di bilancio per il 2025. Se una delle due manca, l'obbligo torna anche con un reddito solo.

Chi è esente dalla dichiarazione dei redditi per l'importo

Il secondo gruppo è di chi sta sotto una soglia. Le istruzioni al modello 730/2026 dell'Agenzia delle Entrate fissano a 8.500 euro il reddito complessivo di solo lavoro dipendente o assimilato, o di sola pensione, sotto il quale non c'è obbligo, perché le detrazioni azzerano l'imposta; a 500 euro il reddito di soli terreni e fabbricati; a 4.800 euro i compensi di lavoro autonomo occasionale, che il testo unico classifica fra i redditi diversi; a 5.500 euro i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente per i quali la detrazione non è rapportata ai giorni; a 7.500 euro la pensione sommata a terreni per non più di 185,92 euro e all'abitazione principale. C'è poi la regola generale che assorbe tutte le altre: chi è esente dalla dichiarazione dei redditi è anche chiunque, con qualunque reddito, debba un'imposta netta non superiore a 10,33 euro dopo le detrazioni e le ritenute.

Le soglie che decidono chi è esente dalla dichiarazione dei redditi sono per il reddito complessivo dell'anno, non per il mese, e per il lavoro dipendente valgono se il rapporto è durato tutto l'anno; con un contratto di pochi mesi la soglia si ricalcola in proporzione, e questo è il punto in cui si sbaglia di più. Un contratto di sei mesi a 8.000 euro non sta sotto la soglia intera, perché la detrazione per lavoro dipendente si riduce con i giorni, e l'imposta può superare i 10,33 euro; in quel caso l'obbligo c'è, e la Certificazione Unica lo segnala nelle annotazioni.

Chi deve presentarla anche con un reddito solo

L'esonero salta in una serie di casi elencati dall'Agenzia delle Entrate e ripresi da Fiscomania a giugno 2026. Chi ha affittato un immobile con la cedolare secca deve presentare la dichiarazione anche se non ha altro, perché la cedolare è un'imposta sostitutiva ma va dichiarata: lo ha chiarito la circolare 5 del 2013 e lo ripete ogni anno il modello. Chi ha avuto due datori di lavoro nell'anno senza conguaglio finale deve presentarla, perché le detrazioni sono state applicate due volte. Chi ha conti, investimenti o immobili all'estero deve compilare il quadro RW anche senza redditi. Chi ha la partita Iva è sempre obbligato, anche a zero. E chi ha ricevuto il trattamento integrativo o il bonus cuneo senza averne diritto per intero deve restituirlo con la dichiarazione. Le regole del calendario, i modelli e i documenti stanno nell'articolo su chi è esente dalla dichiarazione dei redditi e chi invece deve presentarla, con le scadenze del 2026.

Presentarla senza obbligo, per il rimborso

Chi è esente dalla dichiarazione dei redditi può comunque presentarla, e in molti casi ci guadagna: l'esonero è una facoltà, non un divieto. L'Agenzia delle Entrate scrive nelle istruzioni, come riporta Sky TG24 a maggio 2026, che la dichiarazione può essere presentata anche in caso di esonero per far valere spese detraibili, chiedere rimborsi di crediti degli anni precedenti o di acconti versati. Un pensionato esonerato con mille euro di spese mediche nel 2025 ha diritto a un rimborso del 19 per cento sulla parte oltre la franchigia, e lo ottiene solo presentando il 730; chi ha interessi del mutuo, spese scolastiche dei figli o lavori con bonus edilizi è nella stessa situazione. Il 730 precompilato, che quasi otto contribuenti su dieci usano secondo i dati citati da Sky TG24, contiene già la maggior parte di queste spese, e presentarlo costa poco più di una lettura.

Un reddito, un sostituto, niente da restituire

Chi è esente dalla dichiarazione dei redditi si riconosce da tre cose: un solo reddito già tassato da chi lo paga, nessun affitto con cedolare e niente all'estero, e nessun bonus da restituire; oppure un reddito sotto le soglie, con un'imposta che dopo le detrazioni non passa i 10,33 euro. Chi sta in questo perimetro può non fare nulla e conservare la Certificazione Unica; chi ha spese da scaricare fa bene a presentare il 730 lo stesso, perché i soldi tornano solo a chi li chiede.