Il treno regionale da Verona a Gorizia impiega tre ore e venti minuti. Scendi a Cormons e sei già nel Collio, la zona più nota del Friuli. La stazione è a duecento metri dal paese. Da qui cominciano i vigneti: basta salire verso nord e camminare tra le file di uva.

La strada del vino del Collio è un anello di sedici chilometri. Non è una passeggiata piatta. Il territorio sale e scende. Da Cormons verso il confine sloveno ci sono almeno trecento metri di dislivello, ma distribuiti su tre ore di cammino. Chi ha le gambe allenate lo fa in una mattina. Chi preferisce il ritmo lento divide in due giorni.

Il Collio: dove iniziare

Enrico Covergne ha avuto una cantina a Cormons dal 1952. Non è una cantina grande come le aziende che troverai lungo il Collio. Covergne fa vini bianchi secchi, principalmente Friulano, e riceve visite solo su prenotazione. Il numero è difficile da trovare, ma chiunque a Cormons ti indicherà il posto. Covergne costa sedici euro a persona e dura novanta minuti. Durante l'anno apre su richiesta, non secondo un calendario fisso.

Da lì prosegui verso Grignano, sempre salendo. Qui il Collio cambia aspetto. Le viti si addensano, i muri di pietra delimitano campi piccoli. Questo è il paesaggio che ha reso celebre il Collio negli anni Ottanta, quando il Friulano e il Malvasia erano ancora vini rari fuori dal Triveneto.

Se hai fame a Grignano c'è la trattoria Subida, aperta dal 1972. Mangi piatti friulani solidi: cialzons (ravioli dolci e salati), minestrone, prosciutto di San Daniele. Il costo è ventotto euro a persona con primo e secondo. Chiuso il lunedì e il martedì. Prenotare il giorno prima.

Prosegui verso Brazzano, il paese più alto del Collio, a trecento metri sul mare. Da qui la vista abbraccia tre regioni: il Friuli dietro, la Slovenia a est, il Carso a sud. Isonzo, la cantina fondamentale qui, si trova a Brazzano dal 1965. Costi ventuno euro con quattro vini, durata settanta minuti. Non è la cantina più grande del Collio, ma è rigorosa. Ricevi al banco del laboratorio. Aperto dal martedì alla domenica dalle dieci alle diciotto. Lunedì chiuso.

I Colli Orientali: itinerario più lungo

I Colli Orientali: itinerario più lungo

Se il Collio ti ha lasciato con sete di altri vini, i Colli Orientali sono dieci chilometri a sud-ovest. La zona comprende tre comuni: Cividale del Friuli, Nimis e Torreano. Da Cormons raggiungi Cividale con il bus urbano in quaranta minuti oppure a piedi in due ore e mezza.

Cividale del Friuli è la porta storica. Muri romani, una piazza medievale, il Natisone che attraversa il paese. Qui inizia un anello di quattordici chilometri che tocca quattro cantine e quattro paesi della zona. Non è un percorso facile, ma non è montagna. Ci sono salite di cinquanta metri che paiono piccole quando cammini dentro i vigneti.

La prima cantima notevole è Miani. Si trova a Torreano, un paesello di sessanta abitanti arrampicato a quattrocento sessanta metri. Miani fu fondato negli anni Sessanta, in un periodo quando il Friuli passava da agricoltura mista a viticoltura specializzata. Visita ventiquattro euro, cantine scavate nella roccia, vini Refosco del Penducolo e Verduzzo. Aperto solo per visite concordate via email o telefono.

A Nimis, il paese intermedio del Collio, c'è un forno dove comprano pane anche i viticoltori di mezza zona. Si chiama Panificio Buri e fa pane con pasta madre dalla mattina presto. Una pagnotta costava allora uno euro e cinquanta. Aperto dal lunedì al sabato, dalle sei alle quattordici.

La Grave: i vini senza collina

La terza strada friulana è la Grave, a ovest. Qui non ci sono colline. Il terreno è piatto, una pianura alluvionale dove il Tagliamento ha depositato ghiaia e sabbia per millenni. I vini sono diversi dal Collio: più leggeri, alcol meno alto, bevibili giovani. La zona si estende da Pordenone a Azzano Decimo.

Da Verona raggiungi Pordenone in due ore di treno diretto. La stazione è nel centro città. Qui la strada del vino non è un anello, ma una linea che segue la viabilità locale tra tre cantine pubbliche e il resto delle aziende su appuntamento. I percorsi sono ciclabili e pedonali insieme.

Nella Grave il ritmo è diverso dal Collio. Non risali montagne. Cammini tra filari distesi. Una cantina notevole è Russolo, a Morsano al Tagliamento, a dodici chilometri da Pordenone. Russolo fu fondato nel 1927 e appartiene ancora alla stessa famiglia. Visite quindici euro, otto vini in degustazione, dura un'ora. Aperto dal martedì alla domenica dalle dieci alle diciotto. Lunedì chiuso, eccetto festivi.

Morsano è un paesello collinare nonostante sia nella Grave. C'è una locanda storica, l'Osteria dei Cioppi, dove mangiano i lavoratori stagionali e i vignaioli. Piatti semplici, pasta e fagioli, zuppe, formaggi della zona. Dodici euro per un primo e contorno. Prenotare il giorno prima se stai in gruppo. Chiusa il martedì sera e il mercoledì intero.

Come muoversi concretamente

I mezzi pubblici del Friuli-Venezia Giulia sono gestiti da Arriva e Trenitalia. Il sito ufficiale è arriva.it. I bus locali hanno prezzi bassi, una corsa singola costa due euro. Puoi acquistare in stazione o sull'autobus stesso. I treni regionali verso Gorizia e Pordenone costano tra otto e quindici euro con la regionale.

Se cammini da Cormons verso il Collio, parti al mattino presto, non dopo le nove. Le cantine visitabili in libertà senza prenotazione sono poche. La maggior parte chiede appuntamento via email quarantotto ore prima. Quando butti giù l'itinerario, conta di toccare una cantina al giorno, non due. Una visita dura tra sessanta e novanta minuti più i tempi di viaggio tra i paesi.

Pernottare nel Collio costa tra cinquanta euro la camera doppia in una pensione di paese e centocinquanta in un albergo di Cormons. Nel borgo di Grignano trovi camere in case rurali ristrutturate, sessanta euro a notte. Cividale ha alberghi a tre stelle, tra ottanta e centoventi euro. Prenotare almeno due settimane prima se visiti tra maggio e settembre.

Vale davvero la pena fare questi itinerari a piedi invece che in auto. Mah, dipende dal vostro passo. Abbiamo camminato tante volte lungo queste strade, e ogni volta si fermava qualcuno a parlarci dei vigneti, oppure scoprivamo una cantina dove prima non eravamo entrati. Provate, e ditecelo voi.