Indice dei contenuti
- In viaggio verso Bosco Gurin
- Una particolarità tutta walser
- Cosa vedere a Bosco Gurin
In viaggio verso Bosco Gurin
Il viaggio di oggi ci porta alla scoperta di un piccolo borgo della Svizzera italiana. Si tratta di Bosco Gurin, un comune da appena 52 abitanti del Canton Ticino, nel distretto di Vallemaggia: ci troviamo a 1.504 metri di altitudine, nel comune più alto dell'intero cantone, in una conca alpina circondata da vette che superano i 2.400 metri. Il nome di questa località deriva dal toponimo medievale "Buscho de Quarino", attestato già nel 1244 in un documento notarile, e racconta un legame profondo con il bosco di Corino, oggi frazione di Cerentino, all'imbocco della Val di Bosco.
Il legame con il Bel Paese è particolare, perché qui si rovescia: a parlare la lingua "straniera" non sono gli abitanti del borgo rispetto all'Italia, ma il borgo intero rispetto al cantone italofono che lo circonda. Bosco Gurin è infatti l'unico comune del Canton Ticino dove si parla un dialetto tedesco, il Ggurijnartitsch, accanto all'italiano e al dialetto ticinese. Siamo formalmente in territorio svizzero italiano, considerando il confine condiviso con la provincia del Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte, attraverso il passo Guriner-Furka. Eppure qui un'antica colonia walser, arrivata nel 1253 dalla Val Formazza in cerca di pascoli, ha mantenuto per oltre sette secoli la propria lingua, la propria architettura e i propri costumi, e con essi una storia di convivenza pacifica con la cultura italiana che ancora oggi si percepisce in ogni angolo del villaggio: un'enclave tedescofona trapiantata nel cuore della nostra Penisola alpina.
Una particolarità tutta walser
Una delle caratteristiche 'speciali' di Bosco Gurin è legata al suo territorio e, in particolare, alla tradizione costruttiva e gastronomica della cultura walser. Si tratta di un patrimonio pregiato e conosciuto in tutto l'arco alpino, che rappresenta una lavorazione secolare del legno di larice tramandata dal XIII secolo ed è considerato di altissimo valore identitario, riconosciuto a livello internazionale dalla rete delle Alpi Walser. È un'architettura "old style" fatta di torbe (i caratteristici fienili sospesi su pilastri di pietra ollare), Gadumtschi (i piccoli depositi), case d'abitazione con basamento in pietra e parte superiore in legno annerito dal sole, dalla quale nasce un paesaggio unico, reso speciale anche dai graffiti di Hans Anton Tomamichel (1899-1984), il grafico nato a Bosco Gurin che inventò Knorrli, la celebre mascotte del marchio Knorr, e che lasciò sulle facciate del paese decine di disegni dedicati alle tradizioni locali.
Tra le esperienze da non perdere nei dintorni di Bosco Gurin c'è infatti la visita al giardino ProSpecieRara, un piccolo orto comunitario creato nel 2006 in collaborazione con l'omonima fondazione svizzera per la tutela della biodiversità agricola e, oggi, ancora curato dalla comunità. Il giardino conserva varietà di verdure e piante tradizionali della cultura alpina d'alta quota, alcune delle quali rischiavano di scomparire. Abbandonato durante il forte spopolamento del Novecento, dal 2006 questo luogo rappresenta una tappa fissa per i visitatori e, in particolare, per famiglie, scolaresche e appassionati di gastronomia di montagna. Un'opportunità unica per osservare con i propri occhi una testimonianza del passato e di un mestiere, quello del contadino-allevatore d'alta quota, ormai sconosciuto. Ogni autunno si tiene il festival Måtzufåmm, durante il quale con le verdure dell'orto viene preparata una zuppa collettiva per tutto il villaggio, mentre nelle osterie locali si possono assaggiare i Walser Rösti, i formaggi degli alpeggi, i salumi nostrani e i piatti della tradizione germanica adattati alla cucina ticinese.
Cosa vedere a Bosco Gurin
Bosco Gurin vanta una ricca storia religiosa e rurale che ha portato nel territorio di questo piccolo borgo della Svizzera italiana testimonianze importantissime dal punto di vista architettonico. Ne è un esempio la chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, una piccola chiesetta-ospizio attestata già dal 10 maggio 1253, data della sua consacrazione documentata nella pergamena più antica dell'intera storia di colonizzazione walser, e oggi cuore spirituale della comunità. Ma anche le antiche case in legno e pietra del nucleo storico, alcune delle quali documentate fin dal Trecento — il museo Walserhaus stesso ha sede in una casa rurale datata 1386, una delle più antiche di tutta la Svizzera — contribuiscono a fare di Bosco Gurin uno dei borghi più ricchi del Ticino dal punto di vista patrimoniale, tanto che nel 2020 il villaggio è entrato a far parte de "I borghi più belli della Svizzera".
Tra i luoghi da non perdere a Bosco Gurin, che raccontano la bellissima storia di questi territori, trova spazio il Museo Walserhaus Gurin, aperto nel 1938 come primo museo etnografico del Canton Ticino e ristrutturato nel 2006. Un luogo che racchiude le particolarità della valle attraverso ricostruzioni d'ambiente, oggetti originali, attrezzi agricoli e una scenografia interna che riproduce la "Schtubu" walser con la stufa in muratura ricoperta da un lastrone di pietra ollare, il "Ggantarli" (l'armadio dove d'inverno si tenevano al caldo le galline), la finestrella dell'anima per il passaggio simbolico delle anime dei defunti e altri elementi della vita quotidiana d'alta quota, per un'offerta arricchita anche dal collegamento con la torba adiacente, dal giardino ProSpecieRara antistante e dalle visite guidate dedicate a gruppi e singoli viaggiatori. Una parte del museo è dedicata anche ad Hans Anton Tomamichel, il grafico ideatore di Knorrli per il marchio Knorr e delle illustrazioni del Fip Fop Club della Nestlé.
L'ingresso al Museo Walserhaus, aperto da aprile a fine ottobre dal martedì al sabato con orario 11:00-12:00 e 13:30-16:00, e la domenica 13:30-16:00 (lunedì chiuso), è previsto con l'acquisto di un biglietto dal costo di 6 franchi svizzeri (circa 6,50 euro) per gli adulti, con riduzioni previste per famiglie, soci Raiffeisen (gratuito) e gratuità per i bambini. Un luogo che riassume la storia del territorio attraverso le sue testimonianze più belle, in un piccolo angolo di Vallese alpino trapiantato nel cuore della Svizzera italiana che vale davvero il viaggio.
