Indice dei contenuti
- In viaggio verso Rovigno
- Una particolarità tutta istriana
- Cosa vedere a Rovigno
In viaggio verso Rovigno
Il viaggio di oggi ci porta alla scoperta di un piccolo borgo dell'Istria croata. Si tratta di Rovigno, in croato Rovinj, una città da circa 14.000 abitanti della regione istriana: ci troviamo sulla costa occidentale della penisola, a meno di un'ora di strada dal confine sloveno e a poco più di due ore da Trieste. Il nome di questa località deriva dall'antico Castrum Rubini, attestato già nel VII secolo nell'opera "Cosmographia" dell'Anonimo Ravennate, e racconta un legame profondo con un insediamento sorto in origine su un'isoletta costiera, poi unita alla terraferma nel 1763 con l'interramento del canale che la separava dal continente.
Il legame con il Bel Paese è evidente: la vicinanza con l'anima e la cultura italiana, pur trovandoci in Croazia, rendono Rovigno una piccola realtà della nostra Penisola trapiantata oltre confine. Siamo formalmente in territorio croato ma qui l'italiano è lingua ufficiale del comune insieme al croato, considerando il confine condiviso con la provincia di Trieste e una storia che lega Rovigno alla Serenissima dal 1283, anno in cui la città firmò l'atto di dedizione a Venezia. Per oltre cinque secoli Rovigno fu uno dei porti più importanti dell'Istria veneziana e ancora oggi l'eredità della Repubblica di San Marco è ovunque: nelle calli strette del centro storico, chiamate "carrugi", nei palazzi gotici e rinascimentali, nei leoni marciani sulle facciate, nella minoranza italiana autoctona che ancora oggi conta circa 1.650 persone riunite nella locale Comunità degli Italiani. Una porzione di Veneto storico che il confine politico ha lasciato dall'altra parte della frontiera, senza separarne mai del tutto l'identità.
Una particolarità tutta istriana
Una delle caratteristiche 'speciali' di Rovigno è legata al suo territorio e, in particolare, alla tradizione costruttiva della batana. Si tratta di un'imbarcazione pregiata e conosciuta in tutto l'Adriatico, che rappresenta una secolare arte marinara tramandata di generazione in generazione ed è considerata di altissimo valore identitario: dal 2016 l'arte di costruzione della batana è iscritta nei registri UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell'umanità. È una barca da pesca in legno dal fondo piatto, lunga tra i quattro e i sei metri, dal profilo basso e maneggevole, dalla quale nasce un intero universo di tradizioni: la pesca notturna con le lampade a prua, le canzoni popolari rovignesi chiamate "bitinade", il dialetto istrioto ancora parlato dai pescatori più anziani, una lavorazione "old style" che vede ancora oggi maestri d'ascia costruire e riparare gli scafi a mano.
Tra le esperienze da non perdere nei dintorni di Rovigno c'è infatti la visita al Piccolo Squero di Rovigno, antico cantiere di costruzione delle batane citato per la prima volta nei documenti notarili del Seicento e, oggi, ancora in funzione come laboratorio dimostrativo dell'Ecomuseo. Abbandonata in larga parte la pratica dopo il secondo dopoguerra, dal 2004 questo luogo rappresenta una tappa fissa per i visitatori e, in particolare, per famiglie, scolaresche e appassionati di tradizioni marinare. Un'opportunità unica per osservare con i propri occhi una testimonianza del passato e di un mestiere, quello del calafato istriano, ormai sconosciuto. Ogni estate, davanti alla Casa della Batana, ogni mercoledì e domenica vengono costruite e riparate le barche tradizionali, con concerti di bitinade e degustazioni di specialità della cucina rovignese: i fuži al sugo di pesce, le sardelle alla griglia, il brodetto e il vino bianco della Malvasia istriana.
Cosa vedere a Rovigno
Rovigno vanta una ricca storia marittima e religiosa che ha portato nel territorio di questo piccolo borgo dell'Istria croata testimonianze importantissime dal punto di vista architettonico. Ne è un esempio la chiesa di Sant'Eufemia, attestata dall'epoca tardo-antica nella sua dedicazione originaria a San Giorgio e ricostruita nella sua forma attuale nel 1736 in stile barocco-veneziano, con il sarcofago della patrona della città risalente al VI secolo e l'imponente torre campanaria modellata sul campanile di San Marco di Venezia. Ma anche l'Arco dei Balbi, eretto nel XVII secolo come porta d'ingresso al centro storico al posto dell'antica porta cittadina, sormontato dal leone di San Marco e dallo stemma della famiglia patrizia veneziana dei Balbi, contribuisce a fare di Rovigno uno dei borghi più ricchi della costa istriana dal punto di vista patrimoniale, insieme al Convento Francescano del 1702 e alla suggestiva chiesetta di Santa Croce del 1592, posata sulla scogliera a strapiombo sul mare.
Tra i luoghi da non perdere nei dintorni di Rovigno, che raccontano la bellissima storia di questi territori, trova spazio l'Ecomuseo Casa della Batana, fondato nel 2004 con il patrocinio della Città di Rovigno e dedicato alla tradizionale barca di legno simbolo della comunità. Un luogo che racchiude le particolarità del territorio attraverso plastici, postazioni interattive, ricostruzioni, proiezioni di film e diapositive, modellini e oggetti originali donati dagli abitanti che riproducono la vita quotidiana dei pescatori, la costruzione delle barche, i canti delle bitinade e i sapori della cucina locale, per un'offerta arricchita anche dal collegamento con il Piccolo Squero, dalle uscite serali a remi sulla batana al tramonto attorno al centro storico e dalle escursioni guidate dedicate a gruppi e singoli viaggiatori. Anche il Museo della Città di Rovigno, aperto nel 1954 nel Palazzo dei conti Califfi, merita una visita per le sue collezioni archeologiche e di arte sacra.
L'ingresso all'Ecomuseo Casa della Batana, aperto tutto l'anno con orari estesi in estate (10:00-22:00 da giugno a settembre, ridotti negli altri mesi), è previsto con l'acquisto di un biglietto dal costo di 4 euro per gli adulti (circa 30 kune croate), con riduzioni previste per famiglie, studenti, anziani e gruppi e gratuità per i bambini fino ai 7 anni. Il giro serale in batana a remi, organizzato dal molo piccolo nei mesi estivi, ha un costo aggiuntivo a partire da circa 20 euro a persona. Un luogo che riassume la storia del territorio attraverso le sue testimonianze più belle, in un piccolo angolo di italianità fuori dall'Italia che vale davvero il viaggio.
