Il corpo ha un solo modo efficace di raffreddarsi, ed è l'evaporazione del sudore: quando l'aria è così umida che il sudore non evapora, la temperatura interna sale anche all'ombra e a riposo, e il limite non è una temperatura ma una combinazione di temperatura e umidità. Chi cerca cosa succede al corpo se fa troppo caldo trova quasi sempre un elenco di sintomi, e quasi mai il meccanismo che li produce. Qui si vede quel meccanismo passo per passo: che cosa fa il sangue, che cosa fa il sudore, quanto liquido e quanto sale se ne vanno, dove sta il limite misurato in laboratorio, che cosa cambia in una o due settimane di caldo e quali gesti aiutano il sistema a funzionare.

Cosa succede al corpo se fa troppo caldo: il sangue e il sudore

La temperatura interna sta intorno ai 37 gradi e il corpo la difende con due strumenti. Il primo è il sangue: quando fa caldo i vasi della pelle si allargano e il cuore manda in superficie fino a sette o otto litri al minuto, contro i pochi decilitri del riposo al fresco, perché la pelle calda cede calore all'aria. Per farlo il cuore batte più in fretta, e questo è il motivo per cui a 35 gradi ci si sente stanchi da fermi: il cuore lavora come in una passeggiata. Il secondo strumento è il sudore. Le ghiandole ne producono da mezzo litro a un litro l'ora in una persona non abituata, e fino a due in una abituata, secondo le misure raccolte da Michael Sawka e colleghi per l'American College of Sports Medicine nel 2007. Ogni grammo di sudore che evapora porta via circa 2,4 chilojoule di calore: è un sistema potente, ma solo se il sudore evapora. Se cola, non raffredda. Cosa succede al corpo se fa troppo caldo dipende quindi dall'aria intorno: con aria secca il sudore evapora e la temperatura tiene, con aria umida resta sulla pelle e la temperatura sale. Con il sudore se ne va anche il sale: da mezzo grammo a più di un grammo di sodio per litro, e in una giornata di caldo forte possono uscire quattro o cinque grammi, che è la ragione per cui la sola acqua a volte non basta. Nelle prime ore è tutto qui: più sangue in periferia, più battiti, più sudore, meno acqua e meno sale.

Cosa succede al corpo se fa troppo caldo oltre il limite

Il limite esiste ed è stato misurato. Nel 2010 Steven Sherwood e Matthew Huber hanno calcolato su PNAS che a una temperatura di bulbo umido di 35 gradi, cioè una misura che tiene insieme calore e umidità, nessun corpo umano riesce più a cedere calore all'aria, nemmeno all'ombra, nudo e con il vento: la temperatura interna sale finché non si interviene. Nel 2022 Daniel Vecellio e colleghi della Pennsylvania State University hanno messo alla prova quel numero su persone vere, in una camera climatica, e hanno trovato sul Journal of Applied Physiology che il limite reale è più basso, intorno ai 31 gradi di bulbo umido in giovani sani, che corrispondono per esempio a 38 gradi con il 60 per cento di umidità, o a 42 con il 40. Sotto quella soglia il corpo tiene, sopra la temperatura interna sale di mezzo grado l'ora anche a riposo. Quando sale, il primo a cedere è il cervello: il caldo rallenta l'attenzione e i riflessi ben prima di qualunque sintomo, e negli studi sulla guida e sul lavoro il calo di prestazione comincia intorno ai 38 gradi interni. Cosa succede al corpo se fa troppo caldo oltre quel punto, con crampi, nausea, confusione e pelle secca, ha un nome medico ed è un'emergenza: quello è un altro discorso, e la risposta è il pronto soccorso, non un articolo. Abbiamo raccontato come le città cercano di abbassare la temperatura in città che respirano. Prima di quel punto, invece, è una discesa graduale che si può misurare con un termometro e con la sete.

Quello che cambia in due settimane

C'è una parte di cosa succede al corpo se fa troppo caldo che cambia con i giorni: il corpo si abitua, e in fretta. L'acclimatazione al caldo, misurata nei lavoratori e negli atleti, richiede da una a due settimane di esposizione: in quel tempo il sudore comincia prima, ne esce di più e con meno sale, il volume del sangue aumenta e il cuore batte meno per lo stesso lavoro. Sawka e colleghi riportano che dopo dieci giorni una persona suda quasi il doppio a parità di temperatura e perde la metà del sodio per litro. È il motivo per cui la prima ondata di caldo di giugno fa più vittime della stessa temperatura ad agosto, come mostrano i dati dell'Istituto superiore di sanità sul sistema di sorveglianza della mortalità estiva. L'abitudine si perde in una o due settimane di fresco. Chi si chiede cosa succede al corpo se fa troppo caldo nei primi giorni di un'ondata sta guardando un corpo che non ha ancora imparato, e che in dieci giorni farà meglio.

Che cosa aiuta il sistema a funzionare

La prima cosa è l'acqua, bevuta prima della sete, che con il caldo arriva in ritardo rispetto alla perdita; con il sudore abbondante serve anche il sale, che sta nel cibo normale. La seconda è l'evaporazione: vestiti larghi e chiari lasciano evaporare il sudore, quelli aderenti lo trattengono; bagnare la pelle e stare in una corrente d'aria fa evaporare acqua che non è sudore, ed è il modo più rapido di cedere calore. La terza è l'orario: il carico sul cuore è più basso al mattino presto, e lo sforzo fisico va messo lì. La quarta è la notte: una stanza che non scende sotto i 28 gradi non lascia recuperare, e il giorno dopo si parte già in svantaggio. Per chi cerca cosa succede al corpo se fa troppo caldo, la risposta pratica è che il corpo sa raffreddarsi da solo, e chiede acqua, sale, aria che si muove e ore fresche per farlo.

La cosa da ricordare

Il sangue va alla pelle, il cuore accelera, il sudore porta via calore solo se evapora, e con lui se ne vanno acqua e sale. Il limite è intorno ai 31 gradi di bulbo umido, e il corpo si abitua in dieci giorni. Cosa succede al corpo se fa troppo caldo è una sequenza che si può accompagnare, finché il sudore evapora.