Se non paghi la tari alla scadenza, il comune di solito manda prima un sollecito senza sanzioni, poi un avviso di accertamento con la tassa, una sanzione del 25 per cento e gli interessi, e dall'avviso, se lo ignori, si arriva alla riscossione forzata senza altri passaggi. Nel frattempo puoi pagare da solo con una maggiorazione piccola, che cresce con i giorni. Chi cerca cosa succede se non pago la tari deve sapere che la tari è un tributo comunale: le scadenze, il numero delle rate, i solleciti e i tempi degli avvisi li decide il tuo comune con il suo regolamento, e la sola cosa uguale in tutta Italia sono le sanzioni. Cosa succede se non pago la tari è quindi una risposta con la data del tuo comune e la percentuale dello Stato.

Chi rientra e chi no

Deve la tari chi possiede o detiene un locale o un'area scoperta che può produrre rifiuti, secondo il comma 642 dell'articolo 1 della legge 147 del 2013: l'inquilino, non il proprietario, se l'affitto dura più di sei mesi; il proprietario, se l'affitto è più breve o se la casa è vuota ma arredata e con le utenze attive. Non la deve chi ha una casa senza mobili e senza allacciamenti a luce, acqua e gas, perché non può produrre rifiuti, e deve dirlo al comune con una dichiarazione. La tari si paga anche se non usi la casa: una seconda casa arredata la deve per intero, e molti comuni prevedono solo una riduzione, non un'esenzione, per chi ci sta poche settimane l'anno. Resta fuori chi pensa di non doverla perché non ha mai ricevuto l'avviso: la tari è dovuta comunque, e l'avviso mancato non cancella il debito. Cosa succede se non pago la tari vale anche per chi ha lasciato la casa e non ha comunicato la cessazione: il comune continua a chiederla finché la dichiarazione non arriva, e la tassa di quei mesi resta dovuta. Cosa succede se non pago la tari dipende quindi anche da quello che hai dichiarato, non solo da quello che hai versato.

Quello che cambia dove abiti

Il comune decide tutto tranne la sanzione. Decide le tariffe, con la delibera che approva ogni anno il piano economico finanziario; decide le rate, che il comma 688 della legge 147 del 2013 lascia libere purché siano almeno due; decide se mandare un sollecito bonario prima dell'accertamento, e in molti comuni lo fa, ma non è un obbligo. Alcuni comuni riscuotono direttamente, altri affidano la riscossione a una società o all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, e questo cambia chi ti scrive e con quale intestazione. Cambiano anche le riduzioni: per il compostaggio domestico, per la casa usata poche settimane, per chi vive solo, ogni comune ha le sue. Il dato che riguarda te sta nel regolamento tari del tuo comune, pubblicato sul sito nella sezione tributi, e nell'avviso di pagamento che ricevi, dove sono scritte le rate e l'ufficio a cui rivolgerti. Cosa succede se non pago la tari lo dice il tuo regolamento comunale, e il regolamento di un altro comune non ti riguarda.

Cosa succede se non pago la tari e voglio rimediare

Cosa succede se non pago la tari alla scadenza ma pago dopo: se non è arrivato nessun avviso, paghi da solo con il ravvedimento operoso dell'articolo 13 del decreto legislativo 472 del 1997: la rata più una sanzione ridotta più gli interessi al tasso legale. Dopo il decreto legislativo 87 del 2024 la sanzione ridotta è dello 0,083 per cento al giorno nei primi quattordici giorni, del 2,5 per cento entro trenta giorni, del 2,78 per cento entro novanta, del 3,125 per cento entro un anno e del 3,57 per cento oltre. Il calcolo va fatto con il modello F24, usando il codice tributo indicato dal comune, oppure con l'avviso pagoPA che molti comuni permettono di rigenerare dal sito con il ravvedimento già conteggiato: chiedilo all'ufficio tributi, di persona o per posta elettronica, prima di calcolare a mano. Se invece l'avviso di accertamento è già arrivato, si paga quello, entro sessanta giorni dalla notifica, ed è ancora possibile chiedere la rateazione secondo il regolamento del comune.

Cosa succede se non pago la tari e ignoro l'avviso

Cosa succede se non pago la tari e non faccio niente: il comune ha tempo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della scadenza per notificarti l'accertamento, come prevede il comma 161 dell'articolo 1 della legge 296 del 2006. L'avviso chiede la tassa, la sanzione del 25 per cento prevista dall'articolo 13 del decreto legislativo 471 del 1997 e gli interessi. Dal 2020 l'avviso è esecutivo per il comma 792 dell'articolo 1 della legge 160 del 2019: se non paghi entro sessanta giorni, diventa da solo un titolo per la riscossione, senza cartella, e dopo altri trenta giorni l'ente può procedere con fermo, ipoteca o pignoramento, a seconda dell'importo. La sanzione è automatica; le azioni di riscossione dipendono dall'ente, che per importi piccoli spesso si limita al sollecito. Entro i sessanta giorni si può fare ricorso alla corte di giustizia tributaria di primo grado.

La data che conta

La tari si paga alle date fissate dal tuo comune, che sono scritte nell'avviso e nella delibera annuale: la maggior parte dei comuni la divide in due, tre o quattro rate fra aprile e dicembre, con la possibilità di pagare tutto alla prima. La regola nazionale è solo che le rate siano almeno due e che il comune le comunichi prima. Se la scadenza cade di sabato o di festivo si paga il primo giorno lavorativo dopo. Per cosa succede se non pago la tari, la data che conta è quella della singola rata: da lì partono i quattordici giorni del ravvedimento più leggero e i cinque anni entro cui il comune può chiedertela.